Parliamo di Psicologia
- Dott. Daniel Ferrero
- 5 set 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Quando, a chi e perché rivolgersi agli psicologi.
Parlare di psicologia e di supporto significa spesso partire dalle basi. Non è la parte più emozionante, lo so, ma serve per fare chiarezza. Quindi iniziamo da una serie di definizioni e distinzioni basilari e formali:
Counselor: è una professione non regolamentata e che rientra tra le professioni non organizzate in albi o collegi, disciplinate dalla Legge 14 gennaio 2013.Per esercitare tale professione si necessita dell’iscrizione e del superamento di un esame presso enti specifici. Non attiene al mondo della psicologia ma a quello della consulenza. Il counseling, utilizzando metodologie derivanti da diversi orientamenti teorici, ha come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita delle persone, sostenere i punti di forza e la capacità di autodeterminazione dell’individuo.
Coach: anche questa è una professione non regolamentata che rientra tra le professioni non organizzate in albi o collegi disciplinate dalla Legge 14 gennaio 2013. È una figura professionale che ti supporta passo passo fino al raggiungimento dei tuoi obiettivi. Non è uno psicologo, un counselor o un consulente: aiuta il singolo o un team con specifici obiettivi a raggiungerli mediante strategie che permettono di tenere le redini della propria vita.
Psicologo: è una professione regolamentata dall’Ordinamento della professione di psicologo e sottostà al Ministero della Salute. Per esercitarla servono laurea triennale, laurea magistrale e iscrizione all’albo. La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
Psicoterapeuta: è a tutti gli effetti una specializzazione della professione di psicologo (alla quale si può accedere anche con la laurea in psichiatria). Per acquisirla si deve frequentare un’ulteriore scuola di specializzazione della durata di 4 anni, che serve ad apprendere metodi e strumenti specialistici di una particolare scuola per operare in specifici campi della psicologia.
Psichiatra: è una specializzazione della laurea quinquennale in Medicina e Chirurgia. Si occupa di casi rilevanti e di disfunzioni che prevedono il trattamento di situazioni gravi e la prescrizione di terapie farmacologiche di sostegno o cura.
A chi e quando
Fatta questa fondamentale distinzione, la domanda “a chi e quando rivolgersi” viene abbastanza spontanea.
Per quanto concerne coach e counselor, essi afferiscono a servizi specifici di consulenza in ambito di raggiungimento di obiettivi professionali, relazionali e simili. Quindi, se il tuo obiettivo è quello di ricevere una promozione a lavoro, probabilmente uno di questi percorsi è una buona scelta. Se invece la domanda è “perché non riesco a farlo?” o “perché sento il bisogno di farlo?”, allora il gioco cambia.
Per il mondo della psicologia, dire quando rivolgersi ai suoi professionisti è tanto difficile quanto semplice, in un certo senso. Credo fortemente che ogni persona dovrebbe avere uno psicologo di base. Il cervello è esattamente come un PC: tutti ne abbiamo uno, ma il solo possederlo non implica il saperlo usare, figurarsi il farlo bene. Quindi avere un esperto che ti supporta è come avere un tecnico di fiducia: magari non lo chiami ogni settimana, ma quando succede qualcosa, quando “si bugga” (va in errore), sai da chi andare, chi conosce la macchina e di cui ti fidi.
Quindi, in sostanza, la mia opinione è: sempre. Ma capisco che per molti suoni strano.
Fatto curioso
Sapete perché lo sentite strano?
La psicologia nasce e si consolida in Europa nel dopoguerra (WW2). Il principale utilizzo di questa scienza fu la cura di chi tornava dai campi di battaglia e di chi aveva vissuto orrori inenarrabili. Da qui il pensiero che “se vai dallo psicologo sei pazzo”, per il semplice fatto che agli albori della disciplina quello era l’impiego principale.
Ma in America, per esempio, sono noti anche altri utilizzi della psicologia, come la psicologia positiva, che serve a sfruttare il proprio benessere e le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi e sogni. In sostanza, questa convinzione è un errore cognitivo: abbiamo visto un solo utilizzo – quello legato alla cura – e abbiamo pensato che fosse l’unico. Beh, semplicemente non è così.
Perdonate la digressione un po’ sheldoniana.
Torniamo al punto
Stavo quindi parlando di quando rivolgersi a uno psicologo. Se il “sempre” è troppo ampio, chiudiamo il cerchio.
Diciamo che quando il vostro mondo interiore vi fa vivere la vita con sofferenza, quando ansie e paure diventano pervasive e generali, quando la felicità e la gioia diventano un ricordo, quando le relazioni si sfaldano, quando la rabbia prende il volante troppo spesso, quando volete capire perché agite in un determinato modo oppure, quando vi sentite bene e volete sfruttare quel benessere per raggiungere un obiettivo… ecco, ognuno di questi motivi (e sono solo alcuni) è un buon motivo per rivolgersi a uno psicologo.
Trovare un terapeuta non è semplicissimo: tutto si basa sulla relazione che si instaura. Magari ne dovrete cambiare un paio prima di trovare “il vostro”, ma fa parte del gioco della vita. L’importante è giocare e non restare spettatori.
Se vuoi iniziare a giocare ecco i miei contatti!




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